1) La Politica e le
Istituzioni Pubbliche
Il Parlamento
- Da parecchio tempo stiamo assistendo a paradossi che non trovano giustificazione né in termini di democrazia, né in termini di efficienza.
- Il sistema elettorale prevede da anni una soglia del 4% per l’entrata in Parlamento: in sostanza si tagliano fuori le minoranze da un comparto importante della vita politica. Questo potrebbe essere comprensibile in un sistema istituzionale che prevede un parlamento composto da 100 o, al massimo, da 150 membri. Al contempo, con un parlamento di un migliaio di rappresentanti, si dà una rappresentanza assolutamente sproporzionata a quelle istanze politiche che raggiungono anche solo il 4,5%.
- Il nostro parlamento è assolutamente pletorico: per il buon funzionamento della Camera ( e delle Commissioni) è più che sufficiente un numero di 250 o 300 deputati.
- Il ruolo del senato (se non si riterrà opportuno abolirlo) andrà in ogni caso ripensato (riducendone comunque il numero dei membri).
- Anche sulle retribuzioni dei parlamentari c’è molto da ridire: il presupposto che alte retribuzioni garantiscono, rispetto all’imparzialità e all’incorruttibilità dei parlamentari, è stato sconfessato dai tantissimi casi di corruzione che si sono verificati negli ultimi decenni (per parlare solo di quelli venuti alla luce).
- Per quanto riguarda i tanti privilegi (auto blu, scorte, indennità di vario tipo, ecc.) di cui godono molti parlamentari (presidenti e vicepresidenti della Camera, capigruppo, presidenti di commissione, ecc.), questi andranno, in grandissima parte, aboliti.
Le Regioni
- Le specificità dei territori e delle relative politiche vanno preservate; tuttavia anche i consigli regionali soffrono di gigantismo: si dovrà intervenire sul numero dei consiglieri (riducendolo in modo drastico) e sulle loro retribuzioni.
- Per quanto riguarda i tanti privilegi (auto blu, scorte, indennità di vario tipo, ecc.) di cui godono molti consiglieri (presidenti e vicepresidenti della Regione, capigruppo, presidenti di commissione, ecc.), questi andranno aboliti pressoché totalmente (fatti salvi casi specifici di sicurezza).
- Allo stesso modo andranno ridotte le famigerate “consulenze” che, per consuetudine omai consolidata, servono ad elargire prebende ad “amici” di vario tipo.
- Le regioni dovranno avere, invece, un assessorato alle province (con funzioni di
coordinamento e di controllo).
Le Province
- Le province devono diventare “Uffici Distaccati delle Regioni”: questo comporta, ovviamente, la cancellazione dei Consigli Provinciali.
I Comuni
- I Comuni sono, in linea di principio, le uniche istituzioni pubbliche che funzionano (questo senza entrare nel merito delle singole realtà).
- Vi sono tuttavia un numero esorbitante di comuni che possono essere accorpati.
- Per i Comuni delle grandi città vale molto di quanto è stato detto per le Regioni.
I Partiti
- Il referendum del 1993, che ha abrogato il finanziamento pubblico dei partiti (oggi diventato, furbescamente, “rimborso elettorale”), è figlio di un momento della storia del nostro paese (tangentopoli –“mani pulite”) nel quale il generalizzato rifiuto per gli intrallazzi dei politici dell’epoca ha portato ad uno schiacciante successo del referendum proposto dal partito radicale.
- L’attività politica dei partiti ha un costo. Creare i presupposti perché questa venga finanziata da privati o, peggio, da potentati economici (o economico-mediatici) è un grave errore.
- Questi finanziamenti pubblici (è preferibile chiamarli con il loro nome) dovranno, tuttavia, essere molto più limitati rispetto a quelli relativi agli attuali “rimborsi elettorali” e, soprattutto, dovranno essere rendicontati in modo ineccepibile.
I Movimenti
- I movimenti politici che hanno avuto più risalto mediatico, in questi ultimi tempi, sono i “girotondini” di Nanni Moretti e quello che oggi è il “Movimento Cinque Stelle” di Beppe Grillo.
- E’ importante ricordare che anche “Forza Italia” alle sue origini è nata più come movimento politico che come partito (ancora oggi stenta ad avere la connotazione di “partito”).
- Il successo del “Movimento Cinque Stelle” è il frutto del risalto mediatico di cui ha potuto godere, grazie anche alle indubbie qualità istrioniche di Beppe Grillo.
- In entrambi i casi (“Forza Italia” e “Movimento 5 Stelle”) un elemento determinante per il loro successo è stato quello di essere stati fondati da “non politici”.
- In entrambi i casi, anche se con origini e con caratteristiche diverse, i loro fondatori si caratterizzano con il ruolo di “padri-padroni”.
- La scelta di Beppe Grillo di non partecipare (e di non far partecipare i propri iscritti) ai dibattiti pubblici viene giustificato dal voler essere “fuori dalla mischia”; in realtà questa scelta è conseguente alla carenza di contenuti e soprattutto alla mancanza di progetti.
Il Governo
- Per anni il numero dei Ministeri (dei Ministri, dei Vice-ministri e dei Sottosegretari) è stato determinato dall’esigenza di accontentare il maggior numero possibile dei dirigenti dei partiti della coalizione di governo.
- Questo non significa che un Governo con un basso numero di Ministri sia necessariamente migliore: il numero dei Ministeri dovrà, semplicemente, essere commisurato all’esigenza di avere le necessarie competenze all’interno della compagine governativa.
2) La Burocrazia
- La burocrazia è uno dei principali mali che affliggono il nostro paese.
- Una estrema semplificazione (se pur ragionata) dei meccanismi burocratici dovrà essere uno degli obiettivi prioritari del prossimo governo del paese.
Note:
1)
I politici hanno un atteggiamento di sudditanza nei confronti
dell’economia ( come se questa fosse una scienza esatta). Come diceva Galbrait
e viene ricordato da Lucio Villari: “gli economisti sono stupidi”. Il politico,
al contrario, deve avere capacità di analisi e, soprattutto, deve avere gli
strumenti per conoscere la realtà nella quale si muove, progettualità e un coraggio
intelligente.
2)
La politica è troppo condizionata dall’economia.
L’economia è troppo condizionata dalla finanza.
La finanza è troppo condizionata dalle agenzie di reating.
Chi controlla e condiziona le agenzie di reating?
3)
La disoccupazione (e, in particolare quella giovanile) è un
problema centrale per qualsiasi
governo si insedierà dopo le
prossime elezioni del 2013. Tuttavia i problemi, se possibile,
devono diventare opportunità e tutta
questa forza lavoro inutilizzata potrà essere utile a
risolvere i tanti problemi e le
tante disfunzioni del nostro paese.
4)
Utilizzare monete parallele è una consuetudine in molte
strutture private (ad esempio le collane di perline colorate nei Villaggi
Vacanza, ecc.).
5)
I partiti che non sosterranno queste iniziative, con astratte
giustificazioni moralistiche,
potranno essere sospettati di
collusione con la criminalità e saranno responsabili di
lasciare, chi porta avanti queste
iniziative, sotto il “tiro” delle cosche mafiose.
6)
Pubblicizzare ora tutti i (graduali) passi e le iniziative
tese a limitare l’uso di queste sostanze ne renderebbe meno efficace
l’applicazione.
7)
In questo anno i ragazzi verranno portati, con vari strumenti,
a conoscere le realtà culturali, sociali ed economiche del mondo del lavoro in
Italia e all’estero. Sarebbe fondamentale inserire, in questo primo anno, una
materia di studio che riguardi i metodi e i contenuti dell’insegnamento negli
altri paesi (in particolare di quelli di culture molto diverse dalla nostra: la
Cina, ad esempio) raffrontandoli con la realtà sociale, politica ed economica
di quei paesi. Potranno, inoltre, essere portati a visitare i vari Istituti
Superiori ( Licei, Istituti Tecnici e Professionali, Magistrali, ecc.),
stimolando il confronto con gli studenti di quegli Istituti.
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