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Il Lavoro


1) Il Lavoro

  1. La difficoltà principale sta’ nel far coincidere le legittime aspirazioni dei singoli individui con le esigenze del mercato del lavoro (anche se non è affatto detto che non si possa intervenire anche su queste).
  2. Una prima risposta a questo problema dovrebbe darlo la scuola (vedi punto 2° del tema “Scuola”), stimolando una maggiore conoscenza del mondo del lavoro reale e scelte più consapevoli.
  3. Uno dei principali problemi di oggi sta’ nel fenomeno, sempre più in crescita, della disoccupazione giovanile: un problema di non facile soluzione, che potrà essere affrontato solo con scelte molto coraggiose.
  4. Le prospettive che si offrono oggi alle giovani generazioni, come soluzione al problema (“contratti a progetto”, ecc.), sono solo un modo di rinviare il problema; un modo non solo precario, ma soprattutto umiliante per i giovani e privo di prospettive per la nostra società. Questa precarietà costringe i giovani a rinviare qualsiasi scelta e investimento per il futuro.
  5. Una soluzione potrà essere la “Carta di Credito Nazionale” (vedi punto relativo alla voce "Economia"). Con questa si potrebbe garantire il lavoro a tanti disoccupati (prevalentemente giovani) e dare sviluppo al mercato interno, oggi in forte recessione.
  6. Questo strumento (utilizzabile anche per pagare la cassa integrazione e l'indennità di disoccupazione) potrà consentire di utilizzare, con la formula del part-time, questi lavoratori, momentaneamente non operativi, per lavori di pubblica utilità.

2) L’immigrazione di manodopera e l’emigrazione di “cervelli”

  1. Il problema potrà essere risolto esclusivamente affrontando, da una parte, il problema del rapporto con le economie dei paesi del terzo mondo ( la delocalizzazione delle nostre imprese è una soluzione parziale e di breve respiro) e, dall’altra, la risposta si trova principalmente in un aumento dei finanziamenti alla ricerca scientifica: questa risponde anche ai problemi creati alla nostra industria dalla globalizzazione.
  2. La delocalizzazione delle nostre imprese (fenomeno che si sta diffondendo non solo tra le imprese italiane) da’ una risposta molto parziale al problema dell’occupazione in quei paesi e, al tempo stesso, crea i presupposti, proprio in quei paesi, per un aumento del costo della vita e delle disuguaglianze sociali.

3) I Sindacati

  1. I vertici sindacali (con poche eccezioni) passano più tempo nelle stanze del potere che sui luoghi di lavoro.
  2. Una grave carenza delle politiche sul lavoro dei nostri sindacati è nella carenza di progetti concreti per l'occupazione giovanile. Questo è riscontrabile anche nel confronto dei dati sull'occupazione totale (migliore, anche se di poco, rispetto alla media europea) rispetto all'occupazione giovanile (dati tanto più significativi se confrontati con quelli degli altri paesi europei nei quali la disoccupazione giovanile è intorno al 25%, mentre nel nostro paese supera il 37%): in sostanza, di fronte ad una sostanziale efficacia nella tutela degli "occupati", vi è uno scarsissmo interesse per il gravissimo problema della disoccupazione giovanile.
  3. Molti settori dei nostri sindacati (come nel pubblico impiego o nella scuola) sono degenerati in strutture sostanzialmente burocratiche.
  4. Ascoltare i problemi reali dei lavoratori, discutere con questi le possibili soluzioni e confrontarsi, su quella base, con il potere imprenditoriale e con quello politico: è questo il ruolo dei sindacati. E’ora, potremmo insomma dire, di tornare alle origini.
  5. “Tornare alle origini” non vuol dire che non si deve tener conto dei cambiamenti, spesso profondi, che si sono verificati, in questi ultimi decenni, nella nostra società.
  6. Molte delle degenerazioni della nostra società (che premia, ad esempio, più l’opportunismo e la furbizia rispetto alla serietà e alla correttezza) hanno contaminato anche il mondo del lavoro: anche di questo dovranno tener conto tanto il sistema politico che i sindacati.
  7. Soprattutto in questo (in un’opera di moralizzazione e di equità) i sindacati dovranno avere un ruolo politico.

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