1) L’Economia Globalizzata
- Il basso costo della manodopera nelle “economie emergenti” costituisce un grande problema per i paesi ad economia avanzata. Ci vorranno alcuni (non pochi) anni perché i livelli di retribuzione tendano ad allinearsi.
- In questi paesi vi sono, spesso, svariati incentivi alle imprese ed una pressione fiscale molto contenuta che favorisce fortemente la loro competitività sui mercati internazionali.
- La difesa del mercato interno con tasse all’importazione (come taluni propongono) sarebbe un’arma a doppio taglio.
- Nel frattempo i paesi ad economia avanzata non possono “stare a guardare”; si dovrà, invece,
puntare principalmente sulla ricerca, sull’innovazione e, per quanto riguarda il nostro paese
(soprattutto per dare una risposta efficace al problema della disoccupazione sempre
crescente), anche sul turismo ambientale e su quello culturale.
2) Il Debito Pubblico
- L’enorme debito pubblico italiano (oltre 2000 miliardi di euro), in buona parte responsabile della nostra fragilità sul piano internazionale, può essere abbattuto in modo rilevante (in tempi relativamente brevi) utilizzando una parte delle riserve della Banca d’Italia e gran parte del patrimonio delle Fondazioni pubbliche (vedi voci relative).
- Con tempi relativamente più lunghi, ma in modo efficace e strutturale, eliminando gli sprechi e le ruberie nella sanità, nei lavori pubblici, ecc. (vedi voci relative).
- Con tempi inevitabilmente più lunghi, con una seria lotta all’evasione fiscale e all’esportazione di capitali (vedi voci relative).
- Nel frattempo, superando alcuni cavilli formali e soprattutto strumentali, la B.C.E. potrebbe finanziare direttamente (con un tasso di interesse dell’1%) il debito pubblico dei paesi della Comunità Europea, invece di prestarli alle banche che, con un operazione puramente speculativa, lo finanziano ricavandone un interesse del 4%.
3) I rapporti con la Comunità Europea
- Le politiche economiche della Comunità Europea sono fortemente condizionati dagli interessi di singoli paesi (spesso contrapposti), piuttosto che preoccuparsi di una programmazione economica efficace e di lungo respiro.
- Queste politiche economiche (assimilabile a quelle sostenute dalla Lega Nord, nel nostro paese) sono molto attente agli egoismi regionali e poco attente alle problematiche innescate da un mercato globalizzato.
- Una politica economica centrata sul solo “rigore”, è destinata al fallimento (che, purtroppo potrebbe essere preceduto da quello di molte nazioni europee) e a sancire, quantomeno nella forma attuale, la fine della Comunità Europea.
- Il Governo italiano, insieme ad altri paesi della Comunità Europea, dovrà impegnarsi a far superare i cavilli formali e strumentali, che impediscono alla B.C.E. di finanziare direttamente (con un tasso di interesse dell’1%) il debito pubblico dei paesi della Comunità Europea, invece di prestarli alle banche che, con un operazione puramente speculativa, lo finanziano ricavandone un interesse del 4%. E’ evidente che tutto questo non interessa alla Germania che paga, sul suo debito pubblico, interessi vicini allo zero.
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